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I legionari

Informazioni aggiuntive

  • Titolo:
    I legionari
  • Autore:
    Friedrich Glauser
  • Codice ISBN:
    9788897093251
  • Formati disponibili:
    epub, mobi
  • Prezzo:
    € 4,99
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I legionari? Una brutta razza. Fatta di ladri, assassini, stupratori e millantatori, molti millantatori. Millantano un passato che non esiste, per darsi un ruolo, un ruolo che non esiste. Perché cambia giorno dopo giorno, sotto il sole d'Africa. Sono uomini, con tutti i difetti degli uomini e nessun pregio, nemmeno quello dell'amicizia. In questo libro ci sono storie di individui che vogliono sopravvivere. Soprattutto ai loro difetti. Individui che corrompono e si lasciano corrompere, uccidono e si lasciano uccidere. Tradiscono e si lasciano tradire. Nessuno è da medaglia. Condividono poco. Qualche puttana, una borraccia di vino, storie inventate nelle notti di luna piena. Poi sono soli. Ed è la solitudine, non la paura di morire in una terra che non è la loro, che li spinge uno nelle braccia dell'altro o nelle braccia di donne che barattano affetto con un pugno di riso.

icon-text-blockquoteProfilo dell'autore

Friedrich Glauser, ovvero l’esatta personificazione dello scrittore maledetto. Un autore a lungo dimenticato, ma recentemente rivalutato per le sue avvincenti trame a sfondo criminale. A lui è dedicato uno dei più importanti premi letterari tedeschi, il Glauser prize, appunto. Una vita breve e turbolenta, la sua. Fatta di tentativi di suicidio, carcere, droga e cliniche psichiatriche. Una vita con un comune denominatore, la morfina.

Scrisse lui stesso: "Sono arrivato alla morfina per vie traverse. Durante la guerra la necessità di ignorare la realtà quotidiana era molto forte, anche nei paesi neutrali. Poiché tollero l’alcol in grandi quantità senza ubriacarmi, cercai un’altra sostanza e incominciai con l’etere. Ma questo veleno è sgradevole. Il suo odore penetrante è difficile da togliere, e il sapore rimane in bocca per giorni e giorni. L’etere aggredisce anche i polmoni. Durante un’infreddatura, di notte ebbi una violenta emorragia polmonare, a mezzanotte fui costretto a cercare un medico; questi mi fece un’iniezione di morfina e mi diede da bere una soluzione concentrata di acqua e sale. Ho ancora un ricordo preciso dell’effetto di quell’iniezione. D’un tratto fui perfettamente sveglio. Un’insolita sensazione di felicità, difficile da descrivere, s’impossessò di me (non si può dire diversamente). Anche se a quell’epoca la mia situazione economica era pessima, all’improvviso fu tutto diverso, la miseria aveva perduto ogni importanza, non c’era più, tenevo la fortuna in pugno; era come se, per fare un brutto paragone, tutto il mio corpo fosse stato un unico sorriso. Poi rimasi sveglio, fino al mattino. Una settimana dopo dovetti andare all’ospedale. Sputavo ancora sangue…"

Nato da madre austriaca (morta quando lui aveva solo quattro anni) e padre svizzero, un uomo autoritario che influì pesantemente nella sua formazione, appena adolescente abbandonò il ginnasio di Vienna. Iscritto a un collegio di Ginevra, ne fu espulso pochi giorni prima degli esami di maturità. Il padre voleva farlo rinchiudere in un ospedale psichiatrico e porlo sotto tutela legale. Riconosciuto come schizofrenico da una commissione di medici svizzeri, fuggì di casa nel 1921 e si arruolò nella Legione Straniera.

Visse il resto della sua intensa esistenza viaggiando in lungo e in largo per l’Europa. Fu minatore in Belgio e infermiere a Charleroi. Arrestato in Belgio per uso di morfina, fu estradato in Svizzera dove lavorò come aiuto-giardiniere. Di indole ribelle fu ospite quasi fisso di case-alloggio per giovani disagiati e manicomi. Furono proprio questi luoghi a ispirargli molti dei suoi romanzi. Nell’ospedale psichiatrico di Münsingen conobbe Berthe Bendel, un’infermiera che abbandonò tutto e lo seguì prima in Bretagna poi in Italia, a Nervi, dove Glauser morì a soli 42 anni. Berthe fu l’unico solido punto di riferimento della sua vita.

I suoi romanzi gialli, scritti originariamente in dialetto svizzero-tedesco, hanno come scenario l'Europa del 1930 e fanno spesso riferimento alla Repubblica di Weimar e agli scandali che hanno prosperato durante quel periodo. I lettori di oggi possono rimanere sorpresi di quanta poca attenzione (nessuna, in realtà) fu posta allora alla nascita e all'affermazione di Hitler in Germania e al prezzo che poi tutto il mondo ha pagato a quell'indifferenza. Glauser lo aveva denunciato immediatamente.

Scrisse 150 racconti e 7 romanzi, alcuni raggruppabili in un filone poliziesco legato alla figura del sergente Studer (tra cui "Il sergente Studer", "Il regno di Matto", "Il grafico della febbre", "Il cinese", "Krock & Co"), altri in uno autobiografico ("Gourrama" da noi intitolato "I legionari", "Dada, Ascona e altri ricordi", "Morfina" e "Oltre il muro"). Molte delle sue opere furono pubblicate postume.

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