Dalla mia finestra

Informazioni aggiuntive

  • Titolo:
    Dalla mia finestra
  • Autore:
    Giulia Volpi Nannipieri
  • Codice ISBN:
    9788897093275
  • Formati disponibili:
    epub, mobi
  • Prezzo:
    € 4,99
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Quella alla finestra è una donna malinconica, forse un poco triste, senz'altro molto sola. È una donna che, probabilmente, non ha una vita sua. Così si diverte osservando le vite degli altri. La sua finestra si apre sulle stagioni che passano, e regala scorci di una Milano poetica, brulicante, sempre un po' diversa. La protagonista, in punta di piedi, ci guida nel suo mondo, ci invita a vedere con i suoi occhi. Dalla sua finestra, vede e sente ogni cosa: quello che le sfugge lo inventa, e l'equivoco rende le storie più affascinanti. Scrutando lo svolgersi della vita, la donna alla finestra misura la propria solitudine. Ogni tanto ci gioca, ci ride sopra, ma in filigrana la mancanza è evidente, non senza una certa spinta di erotismo trattenuto. La maternità inappagata, l'assenza di un marito, trovano una controparte sensuale e ironica nell'atto del "guardare" e, ancor di più, nell'immaginazione galoppante che anticipa e intuisce sempre più del dovuto, con trasporto, con impertinenza. Scrive la Nannipieri: "Quando si fa notte, e si abbassano le tende, l'intimità della casa fa comunella con la strada. Dall'alto si sente tutto quello che dicono in basso, e le discussioni degli altri diventano argomento di discussioni nostre. Risate di contentezza, litigi, insulti, tenerezze, amarezze. Tutto sale dalle finestre, a intrattenere per un attimo chiunque ne sia incuriosito." E che sia talmente solo da aver poco altro da vivere.

 

icon-text-blockquoteProfilo dell'autrice

Giulia Volpi Nannipieri contro Amalia Liana Negretti, alias Liala. Amalia Liana Negretti contro Giulia Volpi Nannipieri. Le due principali autrici italiane di romanzi d'amore schierate l'una contro l'altra. Ferocemente. Al primo incontro, le due si sorrisero, ma non si piacquero. E nemmeno si piacquero in seguito. Anzi, la loro rivalità divenne leggendaria. Da una parte c'era una ragazza di umili origini, abile con la penna, ma priva di mezzi per potersi imporre nei salotti che contavano (anche se non disdegnava di usare gli uomini che, uno dopo l'altro, le cadevano tra le braccia), dall'altra una bellissima e ricchissima marchesa, abituata ad aprire ogni porta appena lo volesse. Giulia Volpi, però, aveva un pregio: sapeva raccontare storie trasgressive e pruriginose che a inizio Novecento toglievano il sonno alle lettrici. Firmava i suoi libri con uno pseudonimo, Mura, il soprannome di Maria Nicolaieva Tarnowska, fascinosa contessa russa vissuta negli anni Dieci, processata anche per omicidio, che aveva provocato una serie di duelli mortali e suicidi tra nobili e borghesi.

Nei suoi racconti c'è un ritratto fedele delle italiane del primo Novecento.

Nel 1919 pubblicò Perfidie. All'epoca, incise sulle idee, sul linguaggio, sul costume e sulla fantasia di scrittori e cineasti. Il libro affrontava il tema dell'amore lesbico. In quel periodo era una vera e propria blasfemia. Afferma la protagonista, Sibilla, nell'introduzione: «Amo le donne. Mi appassionano. Mi interessano. Sono il più bell'esempio di semplicità umana attraverso una rete complicata di stati d'animo... Le studio. Se posso le perverto...».
Giulia Volpi cominciò a scrivere testi per bambini quando era legata ad Alessandro Chiavolini, redattore del «Popolo d'Italia», ma ebbe successo, grazie all'appoggio di un suo amante, Alberto Matarelli, responsabile della Sonzogno editore. Nel 1934, Benito Mussolini censurò personalmente "Sambadù, amore negro", che narrava la relazione tra un donna bianca e un nero. Era l'epoca dell'invasione dell'Etiopia. Le truppe coloniali cantavano 'Faccetta nera'. Si poteva scrivere di tutto, anche di amore lesbico, non di rapporti con uomini di colore.
Morì nel 1940, a Lipari, in un incidente aereo.

 

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