La scelta di Lorenza

Informazioni aggiuntive

  • Titolo:
    La scelta di Lorenza
  • Autore:
    Giulia Volpi Nannipieri
  • Codice ISBN:
    9788897093268
  • Formati disponibili:
    epub, mobi
  • Prezzo:
    € 4,99
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Una donna affamata d'amore. E uomini insinceri, soprattutto con se stessi. Ecco il filo conduttore che lega i protagonisti di "La scelta di Lorenza" in un reticolo inestricabile. Lorenza è la donna affamata d'amore. Amore fatto di sentimenti forti, di passione, di forza, capace di coinvolgere tutti i sensi. Un amore istintivo che nasce dal cuore e non si lascia influenzare dalla ragione. Un amore che diventa sofferenza, pena, tormento. Paolo, García, Martin, Marco e Dick sono gli uomini. Per loro Lorenza è qualcosa da conquistare, qualcosa da possedere, un trofeo da esibire. A prima vista, Lorenza sembra una vittima sacrificale. Forse lo è. Certo, lei ha la capacità innata di legarsi solo a uomini sbagliati, dal marito all'uomo che l'ha stregata. Spesso l'istinto gioca a suo sfavore. Lei cerca di costruire situazioni emotive che facciano palpitare il suo cuore. Vuole che l'uomo a cui decide di affidare se stessa la faccia fremere, la faccia vibrare. La turbi e la ecciti. E soprattutto che la emozioni. Il gioco dura fino a quando, una notte, riceve una telefonata e una voce le ricorda una vecchia promessa.

icon-text-blockquoteProfilo dell'autrice

Giulia Volpi Nannipieri contro Amalia Liana Negretti, alias Liala. Amalia Liana Negretti contro Giulia Volpi Nannipieri. Le due principali autrici italiane di romanzi d'amore schierate l'una contro l'altra. Ferocemente. Al primo incontro, le due si sorrisero, ma non si piacquero. E nemmeno si piacquero in seguito. Anzi, la loro rivalità divenne leggendaria. Da una parte c'era una ragazza di umili origini, abile con la penna, ma priva di mezzi per potersi imporre nei salotti che contavano (anche se non disdegnava di usare gli uomini che, uno dopo l'altro, le cadevano tra le braccia), dall'altra una bellissima e ricchissima marchesa, abituata ad aprire ogni porta appena lo volesse. Giulia Volpi, però, aveva un pregio: sapeva raccontare storie trasgressive e pruriginose che a inizio Novecento toglievano il sonno alle lettrici. Firmava i suoi libri con uno pseudonimo, Mura, il soprannome di Maria Nicolaieva Tarnowska, fascinosa contessa russa vissuta negli anni Dieci, processata anche per omicidio, che aveva provocato una serie di duelli mortali e suicidi tra nobili e borghesi.

Nei suoi racconti c'è un ritratto fedele delle italiane del primo Novecento.

Nel 1919 pubblicò Perfidie. All'epoca, incise sulle idee, sul linguaggio, sul costume e sulla fantasia di scrittori e cineasti. Il libro affrontava il tema dell'amore lesbico. In quel periodo era una vera e propria blasfemia. Afferma la protagonista, Sibilla, nell'introduzione: «Amo le donne. Mi appassionano. Mi interessano. Sono il più bell'esempio di semplicità umana attraverso una rete complicata di stati d'animo... Le studio. Se posso le perverto...».
Giulia Volpi cominciò a scrivere testi per bambini quando era legata ad Alessandro Chiavolini, redattore del «Popolo d'Italia», ma ebbe successo, grazie all'appoggio di un suo amante, Alberto Matarelli, responsabile della Sonzogno editore. Nel 1934, Benito Mussolini censurò personalmente "Sambadù, amore negro", che narrava la relazione tra un donna bianca e un nero. Era l'epoca dell'invasione dell'Etiopia. Le truppe coloniali cantavano 'Faccetta nera'. Si poteva scrivere di tutto, anche di amore lesbico, non di rapporti con uomini di colore.
Morì nel 1940, a Lipari, in un incidente aereo.

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