Lolita Moreno

Informazioni aggiuntive

  • Titolo:
    Lolita Moreno
  • Autore:
    Giulia Volpi Nannipieri
  • Codice ISBN:
    9788897093244
  • Formati disponibili:
    epub, mobi, pdf
  • Prezzo:
    € 4,99
Carico il carrello...
Il delitto e il castigo. In mezzo una vita alla ricerca di un’ombra dai contorni indefiniti. Un omicidio irrisolto porta già con sé la pena, la colpevolezza. Non solo dell’omicida, ma anche di una testimone, una ragazzina con molti sogni. Lolita Moreno è Lea Carlisi, ma è anche Nell Wartha. La prima è la figlia di un portinaio, curiosa della vita, che ha un dono: una voce unica. La seconda è una “femme fatale” o almeno presunta tale. È bellissima. Nessuno la conosce, nessuno sa da dove provenga, nessuno sa che lavoro faccia. Ogni tanto parte. Ogni tanto torna. Entrambe vivono nello stesso palazzo. I loro destini si incrociano e si legano indissolubilmente. L’uno è la continuazione di quello dell’altra. Sono condannate a un’eterna punizione. Una alla solitudine, l’altra a essere dimenticata. Solo una si può salvare. Giulia Volpi Nannipieri confonde le carte in tavola. Si inventa una struttura che costringe a imboccare una strada errata. Illude chi legge di aver trovato la chiave di un percorso. Invece dissemina il romanzo di trappole, di colpi bassi che regalano emozioni inaspettate. Contribuisce, pagina dopo pagina, alla costruzione del colpo di scena finale. 

icon-text-blockquoteProfilo dell'autrice

Giulia Volpi Nannipieri contro Amalia Liana Negretti, alias Liala. Amalia Liana Negretti contro Giulia Volpi Nannipieri. Le due principali autrici italiane di romanzi d'amore schierate l'una contro l'altra. Ferocemente. Al primo incontro, le due si sorrisero, ma non si piacquero. E nemmeno si piacquero in seguito. Anzi, la loro rivalità divenne leggendaria. Da una parte c'era una ragazza di umili origini, abile con la penna, ma priva di mezzi per potersi imporre nei salotti che contavano (anche se non disdegnava di usare gli uomini che, uno dopo l'altro, le cadevano tra le braccia), dall'altra una bellissima e ricchissima marchesa, abituata ad aprire ogni porta appena lo volesse. Giulia Volpi, però, aveva un pregio: sapeva raccontare storie trasgressive e pruriginose che a inizio Novecento toglievano il sonno alle lettrici. Firmava i suoi libri con uno pseudonimo, Mura, il soprannome di Maria Nicolaieva Tarnowska, fascinosa contessa russa vissuta negli anni Dieci, processata anche per omicidio, che aveva provocato una serie di duelli mortali e suicidi tra nobili e borghesi.

Nei suoi racconti c'è un ritratto fedele delle italiane del primo Novecento.

Nel 1919 pubblicò Perfidie. All'epoca, incise sulle idee, sul linguaggio, sul costume e sulla fantasia di scrittori e cineasti. Il libro affrontava il tema dell'amore lesbico. In quel periodo era una vera e propria blasfemia. Afferma la protagonista, Sibilla, nell'introduzione: «Amo le donne. Mi appassionano. Mi interessano. Sono il più bell'esempio di semplicità umana attraverso una rete complicata di stati d'animo... Le studio. Se posso le perverto...».
Giulia Volpi cominciò a scrivere testi per bambini quando era legata ad Alessandro Chiavolini, redattore del «Popolo d'Italia», ma ebbe successo, grazie all'appoggio di un suo amante, Alberto Matarelli, responsabile della Sonzogno editore. Nel 1934, Benito Mussolini censurò personalmente "Sambadù, amore negro", che narrava la relazione tra un donna bianca e un nero. Era l'epoca dell'invasione dell'Etiopia. Le truppe coloniali cantavano 'Faccetta nera'. Si poteva scrivere di tutto, anche di amore lesbico, non di rapporti con uomini di colore.
Morì nel 1940, a Lipari, in un incidente aereo.

'