Ladra di cuori

Informazioni aggiuntive

  • Titolo:
    Ladra di cuori
  • Autore:
    Giulia Volpi Nannipieri
  • Codice ISBN:
    9788897093237
  • Formati disponibili:
    epub, mobi
  • Prezzo:
    € 4,99
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Come si ruba il cuore di un uomo? E quello di una donna? Può bastare sbagliare un numero di telefono per scoprire la persona più affascinante che si sia mai incontrata? Quella che ti strega? Quella che, grazie a uno sconosciuto incantesimo, ammalia sino al punto che si rinuncia a ciò che si è o che si è stati? È più che sufficiente. Quando i sentimenti vengono messi alla prova, basta un incontro casuale che altera l’equilibrio quotidiano, basta un tocco di mistero, uno sguardo, una frase, e il gioco è fatto. Il cuore va e non c’è verso di ricondurlo alla ragione. E allora si può accettare di uscire con uno sconosciuto, innamorarsi dell’amico più caro, del soldato che scrive dal fronte oppure di una ladra entrata in casa per rubare qualcosa di più venale di un cuore. Non c’è vincolo di età. Un cuore si può rubare? Certo, in qualsiasi momento. Purché si sia disposti a farsi rubare il proprio.

icon-text-blockquoteProfilo dell'autrice

Giulia Volpi Nannipieri contro Amalia Liana Negretti, alias Liala. Amalia Liana Negretti contro Giulia Volpi Nannipieri. Le due principali autrici italiane di romanzi d'amore schierate l'una contro l'altra. Ferocemente. Al primo incontro, le due si sorrisero, ma non si piacquero. E nemmeno si piacquero in seguito. Anzi, la loro rivalità divenne leggendaria. Da una parte c'era una ragazza di umili origini, abile con la penna, ma priva di mezzi per potersi imporre nei salotti che contavano (anche se non disdegnava di usare gli uomini che, uno dopo l'altro, le cadevano tra le braccia), dall'altra una bellissima e ricchissima marchesa, abituata ad aprire ogni porta appena lo volesse. Giulia Volpi, però, aveva un pregio: sapeva raccontare storie trasgressive e pruriginose che a inizio Novecento toglievano il sonno alle lettrici. Firmava i suoi libri con uno pseudonimo, Mura, il soprannome di Maria Nicolaieva Tarnowska, fascinosa contessa russa vissuta negli anni Dieci, processata anche per omicidio, che aveva provocato una serie di duelli mortali e suicidi tra nobili e borghesi.

Nei suoi racconti c'è un ritratto fedele delle italiane del primo Novecento.

Nel 1919 pubblicò Perfidie. All'epoca, incise sulle idee, sul linguaggio, sul costume e sulla fantasia di scrittori e cineasti. Il libro affrontava il tema dell'amore lesbico. In quel periodo era una vera e propria blasfemia. Afferma la protagonista, Sibilla, nell'introduzione: «Amo le donne. Mi appassionano. Mi interessano. Sono il più bell'esempio di semplicità umana attraverso una rete complicata di stati d'animo... Le studio. Se posso le perverto...».
Giulia Volpi cominciò a scrivere testi per bambini quando era legata ad Alessandro Chiavolini, redattore del «Popolo d'Italia», ma ebbe successo, grazie all'appoggio di un suo amante, Alberto Matarelli, responsabile della Sonzogno editore. Nel 1934, Benito Mussolini censurò personalmente "Sambadù, amore negro", che narrava la relazione tra un donna bianca e un nero. Era l'epoca dell'invasione dell'Etiopia. Le truppe coloniali cantavano 'Faccetta nera'. Si poteva scrivere di tutto, anche di amore lesbico, non di rapporti con uomini di colore.
Morì nel 1940, a Lipari, in un incidente aereo.

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