Pronto, chi parla?

Informazioni aggiuntive

  • Titolo:
    Pronto, chi parla?
  • Autore:
    Giulia Volpi Nannipieri
  • Codice ISBN:
    9788897093206
  • Formati disponibili:
    epub, mobi
  • Prezzo:
    € 4,99
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Donne sole. Uomini soli. Amori disperati, amori non corrisposti. Amori che vanno, amori che ritornano. Un unico filo li unisce, quello telefonico. Li fa incontrare, a volte solo per un attimo, oppure li allontana per sempre nella giostra della vita. Donne e uomini che implorano un’ora di serena gioia, o una notte intera, accanto alle persone che amano da sempre o che hanno incontrato per caso nella hall di un albergo, nella sala di un ristorante, nel vagone di un treno. Grazie al telefono emergono, dal buio in cui sono precipitate, le vicende di persone violentate dalla vita o che alla vita guardano con speranza, le loro inquietudini, le loro aspettative. I temi privilegiati gravitano attorno agli stati d’animo di chi cerca di reagire a uno squallido presente e si affida a un ideale di forza e di potenza, al fascino dell’arcano e del sublime, impiegati quali antidoti contro la solitudine. Non sempre l’antidoto funziona. Comunque vale la pena cercarlo.

icon-text-blockquoteProfilo dell'autrice

Giulia Volpi Nannipieri contro Amalia Liana Negretti, alias Liala. Amalia Liana Negretti contro Giulia Volpi Nannipieri. Le due principali autrici italiane di romanzi d'amore schierate l'una contro l'altra. Ferocemente. Al primo incontro, le due si sorrisero, ma non si piacquero. E nemmeno si piacquero in seguito. Anzi, la loro rivalità divenne leggendaria. Da una parte c'era una ragazza di umili origini, abile con la penna, ma priva di mezzi per potersi imporre nei salotti che contavano (anche se non disdegnava di usare gli uomini che, uno dopo l'altro, le cadevano tra le braccia), dall'altra una bellissima e ricchissima marchesa, abituata ad aprire ogni porta appena lo volesse. Giulia Volpi, però, aveva un pregio: sapeva raccontare storie trasgressive e pruriginose che a inizio Novecento toglievano il sonno alle lettrici. Firmava i suoi libri con uno pseudonimo, Mura, il soprannome di Maria Nicolaieva Tarnowska, fascinosa contessa russa vissuta negli anni Dieci, processata anche per omicidio, che aveva provocato una serie di duelli mortali e suicidi tra nobili e borghesi.

Nei suoi racconti c'è un ritratto fedele delle italiane del primo Novecento.

Nel 1919 pubblicò Perfidie. All'epoca, incise sulle idee, sul linguaggio, sul costume e sulla fantasia di scrittori e cineasti. Il libro affrontava il tema dell'amore lesbico. In quel periodo era una vera e propria blasfemia. Afferma la protagonista, Sibilla, nell'introduzione: «Amo le donne. Mi appassionano. Mi interessano. Sono il più bell'esempio di semplicità umana attraverso una rete complicata di stati d'animo... Le studio. Se posso le perverto...».
Giulia Volpi cominciò a scrivere testi per bambini quando era legata ad Alessandro Chiavolini, redattore del «Popolo d'Italia», ma ebbe successo, grazie all'appoggio di un suo amante, Alberto Matarelli, responsabile della Sonzogno editore. Nel 1934, Benito Mussolini censurò personalmente "Sambadù, amore negro", che narrava la relazione tra un donna bianca e un nero. Era l'epoca dell'invasione dell'Etiopia. Le truppe coloniali cantavano 'Faccetta nera'. Si poteva scrivere di tutto, anche di amore lesbico, non di rapporti con uomini di colore.
Morì nel 1940, a Lipari, in un incidente aereo.

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