Sal Esmeralda

[copertina La magia del poker]

Sal Esmeralda è un esperto di pokerman. Nella sua lunga carriera ha collezionato quasi 3 milioni di dollari in vincite. Il suo rammarico è non aver mai vinto un tavolo delle World Series, anche se in più di un’occasione è arrivato alla soglia della finale. Ha scritto numerosi libri sul Texas Hold’em. Il suo motto è: “Se conosci, puoi vincere, se non conosci, puoi solo perdere”.

Quanto ha influito sulla tua autostima non aver vinto una World Series?

"Neanche un po’. Sono consapevole che arrivare alla finale e poi vincerla richiede che si verifichi tutta una serie di circostanze favorevoli. Si possono prendere tutte le contromisure del caso, ma senza la concomitanza di situazioni positive difficilmente si taglia quel tipo di traguardo. Io comunque non mi lamento della carriera che ho fatto”.

Ti consideri più un giocatore o un personaggio mediatico?

"Questa è una domanda brutale. Come giocatore ho un sacco di esperienza, come personaggio mediatico sono solo all’inizio del mio cammino e spero che l’aver scritto numerosi libri sul Poker possa aiutarni a crescere in questa nuova dimensione. Certo ho già partecipato a numerose trasmissioni radio o dei diversi circuito televisivi, ma come showman sono solo agli inizi”.

Cosa pensi del proliferare di canali televisivi tematici dedicati al Poker?

"Ben vengano. Servono a diffondere i principi del Poker sportivo e danno la possibilità a molti di avvicinarsi a questa disciplina. Io però oltre alla trasmissione di tornei dedicherei più tempo alla didattica. Si può cercare consenso consapevole e condiviso solo se il tuo interlocutore sa di cosa stai parlando, altrimenti è solo uno scorrere di immagini e commenti che significano poco o nulla”.

Vuoi dire che la strada imboccata non conduce alla vera conoscenza delle regole?

"Sedersi di fronte alla Tv o davanti al monitor del computer senza aver prima compreso quali sono le norme che regolano il gioco mi pare un esercizio di puro autolesionismo. Oltretutto si tratta di un esercizio costoso che potrebbe regalare poche soddisfazioni e provocare reazioni di dipendenza”.

Che cosa intendi con "reazioni di dipendenza"?

Se non vinci ti arrabbi e la rabbia è una cattiva consigliera: ti fa fare scelte che in una situazione diversa non faresti. Più ti arrabbi più giochi, più giochi e perdi e più ti arrabbi. È facile quindi che tutto degeneri. Invece se se ne conoscono i segreti, il Poker può essere un delizioso passatempo per alcuni, una professione per altri”.

Si può vivere di solo Poker?

Alcuni lo fanno. È quasi diventata una nuova professione, praticata a tempo pieno da centinaia d’individui. Attenzione però, non è aperta a tutti. Solo i migliori possono trasformarla in una prospettiva di vita. Sono coloro che ne hanno le caratteristiche”.

Quali sono le caratteristiche necessarie?

"Nel libro pubblicato da SEM Edizioni traccio il profilo del giocatore perfetto, che deve essere accorto d’intelletto e pratico di una vita vissuta con fair play, coraggioso per accettare la sfida, esperto per non commettere errori, astuto per prevenire gli inganni e saperli ordire, sagace per discernere il vero dal falso, cauto per evitare le trappole. Si tratta di un’opera che conduce i suoi lettori alla scoperta dei segreti più reconditi, quelli meglio custoditi del gioco più bello e ammaliante del mondo”.

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